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14 aprile 2011

Perché dire no alla pirateria

La pirateria è una cosa molto sbagliata. Per me dovrebbe essere permesso lo scambio di contenuti protetti solo su canali privati (come si faceva una volta scambiando il CD/cassetta). Vedo di spiegare.
Chiunque mette in un blog, forum, torrent o comunque condivide su rete p2p dei contenuti protetti da copyright, PUBBLICA del materiale non suo senza chiedere autorizzazione ai detentori dei diritti.
Pubblicare è una cosa molto seria e, sinceramente, è stata presa troppo sotto gamba.
Illustro molto brevemente come la vedrei io in materia di copyright per un giusto riconoscimento agli autori senza limitare troppo la libertà di scambio dei cittadini:
– pubblicare in qualsiasi forma materiale la cui licenza non lo permetta è pirateria
– condividere fisicamente o digitalmente tramite canali privati (email, connessione diretta p2p) è lecito purché non si tratti noleggio (se non previsto dalla licenza)

Come molti della mia generazione, anni fa (ancora minorenne) spesso ho “scaricato” giochi, musica o film, senza curarmi più di tanto delle conseguenze delle mie azioni o delle responsabilità che avevo, perché “tanto lo facevano tutti”. Solo dopo essere “entrato” nel mondo open-source ed aver capito la grande battaglia che viene portata avanti contro la chiusura, mi è stato chiaro come sia sbagliato combattere con la violenza – in questo caso pirateria – le cose che non ci piacciono.
Se i film, i giochi o la musica, ma anche il software in maniera differente, costano troppo, è sbagliato usarli lo stesso “rubandoli”, è giusto non usarli e far così capire ai vertici che il prezzo è troppo alto.

Ci sarebbero così tante cose da dire che mi stanno venendo in mente, comportamenti sbagliati che vengono legittimati dalla routine e dall’impossibilità di controllare senza privare.

Faccio un esempio che riguarda me stesso. Io amo il jazz, ma come chiunque, da teenager ho ascoltato musica pop/rock di ogni genere, senza aver mai comprato un solo cd, certo, all’inizio erano dischi prestati da amici/parenti digitalizzati (cosa che io ritengo legittima), ma poi ho scaricato musica da internet. Qualche anno fa (quando ho capito il movimento open-source) mi sono reso conto di aver avuto della musica che – oltre a non essere stata ascoltata da anni – era pirata, salvata sul mio hard-disk e ho fatto questo pensiero: ma vale la pena possederla? Infatti nella foga di possedere non mi ero reso conto che quella musica, come del resto dei film o dei videogiochi, non aveva senso di essere posseduta.

Esistono i trailer dei film, le presentazioni dei dischi e le versioni dimostrative dei videogiochi proprio perché ci si faccia un idea del prodotto ed eventualmente, a “sangue freddo” lo si acquisti.
Se la musica o il film di turno non vale la pena di essere comprato, grazie alla pubblicità – per la musica su internet, per i film in televisione – è possibile ascoltare/guardare senza pagare, legalmente. Si tratta solo perciò di avere la pazienza che o che il prezzo scenda, o che venga distribuito gratuitamente.

Piccola eccezione che vale la pena di essere menzionata è il fansub

Vedrò di sviscerare tutto il guazzabuglio che ho in testa su questi argomenti che mi stanno parecchio a cuore e scrivere più chiaramente, espandendo la scrittura nei punti più importanti.

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