Archive for febbraio, 2010

24 febbraio 2010

La Propria testa

Oggi, grazie ad una discussione costruttiva su Facebook ho riflettuto…

Perché il mondo è pieno di pecore del c@zzo?
Le pecore di cui parlo sono le persone senza identità che si appoggiano a chi le ha intortate di più
Sembra una cosa facile avere la propria idea, ma vi faccio un esempio, uno che dice «sono di destra» o «sono di sinistra» non pensa con la sua testa
Perché?

Ebbene, una persona che pensa con la sua testa dice «voto chi fa proposte migliori» o «voto le persone di cui mi fido di più» (io ad esempio non avrei problemi a votare prima destra poi sinistra o viceversa)
I più vecchi potrebbero tirar fuori il discorso di “idea”, di “identità”, ma li anticipo dicendo che a mio parere queste sono sostanzialmente morte (e io ne sono ben contento), non c’è più il “partito dell’idea”, il “partito” non è altro che il futuro governo che reggerà più o meno bene lo Stato #Sfido (e incoraggio) a negare queste parole, purché con solide motivazioni e non parole al vento

Molti pensano che ascoltando entrambe le “parti” si ottenga un quadro pulito di un fatto, invece no!
Quando volete informarvi non «ascoltate entrambe le “parti”», bensì (se possibile) «non ascoltarne nessuna delle due» e puntate all’informazione oggettiva (in ogni ambito)
Perché se si ascoltano entrambe le parti “vince” chi sa convincere meglio, se invece ci si informa personalmente (in maniera perciò attiva e non passiva) si “vince” con la propria idea inevitabilmente originale frutto del proprio pensiero #Per informazioni assolutamente oggettive riferitevi al sito dell’agenzia ANSA: ANSA.it

Saluti e a presto

22 febbraio 2010

Realizzazione musicale

Dopo una lunga e molto travagliata ricerca musicale mi sento di poter dire di essere approdato in maniera definitiva a genere e strumento musicale a me più congeniale #Almeno così credo visto che è da anni che il mio interesse in proposito non accenna a diminuire
Volevo ripercorrere in un post la lunga storia di questa ricerca

Per chi non lo sapesse il mio massimo in termini musicali è il jazz, ma non tutto, mi fermerei a smooth jazz, latin jazz, lounge, big band’s swing, guitar manouche #Tralasciando categoricamente acid, fusion e simile roba contemporanea
Per quanto riguarda lo strumento, il MIO strumento è il sassofono

Da piccolo #quando in pratica non sei tu a scegliere cosa ascoltare ascoltavo musica classica grazie a mia mamma
Nonostante questo, il mio cartone preferito era LupinIII, e non penso fosse un caso che la musica di suddetto cartone fosse opera di uno dei jazzisti giapponesi più conosciuti nel mondo Yuji Ohno #Quindi volendo proprio cercare il “pelo sull’uovo” il seme c’era già, solo che io non lo sapevo
Sempre grazie alla mamma io allora suonavo il pianoforte (che tuttora in qualche modo so suonare), ma purtroppo non mi piaceva #E quindi invece di essere una passione era un impegno

Nel frattempo smìsi di prendere lezioni di piano
In seconda superiore sono stato attratto dal rock “di ribellione” #come tutti gli adolescenti e ho provato ad approciarmi alla chitarra, ma già verso la fine dell’anno non vi trovavo più nulla

Così dopo qualche tempo passato a bighelloneggiare fra i generi senza suonare nessuno strumento mi sono piacevolmente avvicinato alla leggera anni ’60-’70-’80 #che tuttora ascolto volentieri
Nel frattempo però, per vie traverse, avevo scoperto lo swing europeo di Django Reinhardt (un musicista degli anni ’30-’40)…

Non posso farvi capire la gioia che ho provato nel tuffarmi in quel tripudio di musica che si colloca fra il 1930 e il 1960, ogni giorno c’era un nuovo (vecchio) artista con la sua “big band” da conoscere
Dopo aver trovato poi anche un gruppo moderno che suona “in semplicità” i vecchi motivi di Mancini, oldies e pezzi famosi in chiave lounge/smooth in cui predomina il sassofono si era conclusa la mia ricerca

Ora ogni giorno che passo lontano dal mio sassofono… pensate che quando il venerdì torno a casa, suono per ore e ore finché fisicamente non ce la faccio più e faccio la carica per il resto della settimana che sto su a Udine

Saluti a tutti i miei lettori

19 febbraio 2010

Il Perché delle cose

Come annunciato qualche tempo fa, mi cimento su un argomento che mi sta incredibilmente a cuore, ovvero “il perché delle cose”

Mi capita spesso di vedere gente che subisce gli eventi che lo/la circondano invece di osservarli e capirli
Certo, mia sorella dice che si perde “la poesia” #ma per me è tutto di guadagnato
Dicendo questo non voglio incitare assolutamente a mettersi sui libri per imparare quante più cose possibile, anzi, sono convinto dell’opposto, la conoscenza derivata dall’osservazione non può essere sostituita da due righe scritte da chissà chi #a meno che non sia io stesso, che osservato qualcosa (dopo aver provato a spiegarlo per conto mio senza successo) attivamente mi documento

L’osservazione è un rapporto unico fra la cosa e te, ti lascia il tempo di scartare ciò che, per esperienza similmodo acquisita, tu capisci essere inesatto… e ciò consolida quella conoscenza e la rende uno strumento.

Ed ecco che sono arrivato al punto cruciale del discorso
Le conoscenze dei libri a fatica diventano “strumenti”, perché, essendo lontane dalla nostra esperienza vissuta, tendiamo involontariamente a tenerle sui libri, le applichiamo cioè solo se ci vengono richieste #E questo è normale che succeda
La conoscenza derivata dall’esperienza diretta invece diventa fin da subito “strumento”, un mattoncino della nostra torre…
Ogni singola cosa che capiamo del mondo diventa una base che ci aiuta a capirne altre, le altre diventano altre basi, etc

Ma perché uno dovrebbe fare tutto ciò? Semplice
– La prossima volta che vi si romperà qualcosa, saprete aggiustarla
– Se qualcuno vi chiede qualcosa, potete dargli un parere “saggio”
– Vivete nel mondo da protagonisti #Indipendentemente dalla vostra riuscita economica o sociale
– Sapete cosa utilizzate, quindi ne conoscete i limiti e le potenzialità

Un saluto a tutti voi che leggete queste righe
#Ricordo che sono apertissimo a tutte le critiche costruttive

18 febbraio 2010

Programmazione in C

Bon, signore e signori, sono ufficialmente abile nella programmazione in C. Giusto oggi ho passato l’esame di “Fondamenti di Informatica” con mucho gusto. Devo dire che sono dispiaciuto per le prove di analisi che ancora traballano, ma mi ha fatto piacere essermi messo qualche giorno a ripassare il C (liscio) che da un po’ non prendevo in mano

Ora il prossimo “scoglio”, se così si può dire, nel campo della programmazione sarà il C++, mentre nell’ambito internet devo imparare assolutamente ad usare il MySQL… #chissà perché non mi ci voglio cimentare

Nice Try

Approfitto dell’occasione per assicurarvi che da oggi riprenderò a scrivere abbastanza regolarmente sul “blog”