Archive for dicembre, 2009

17 dicembre 2009

Apprezzare…

Bene, oramai tutti sanno bene quello che è successo a Berlusconi e sono anche passate le folgoranti emozioni del momento

Il fatto, #diciamo l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vasetto, mi ha “dato ragione” su un pensiero di cui sono convinto da molto tempo

Sempre più vedo la gente che si lamenta e sempre meno apprezza
Questo è bruttissimo perché sono convinto che chi sa apprezzare non si lamenta #e se avete pazienza spiego chiaramente anche il perché

Il tutto #almeno così è stato per me sta nel cominciare coll’apprezzare le cose: il portatile su cui sto scrivendo questo post, quello che ho mangiato prima, i vestiti che indosso, la casa dove vivo, …
Se riuscite a fare un piccolo sforzo e decidere di non disprezzare nulla delle cose più prossime da oggi in poi #e ci riuscite possiamo passare al prossimo passo

Ora il passo successivo, apprezzare l’origine delle cose: gli operai cinesi e i robot che hanno lavorato per creare i pezzi del portatile, i contadini/allevatori che hanno procurato frutta/verdura e carne, gli operai e i robot che hanno tessuto i miei vestiti e gli stilisti che lo hanno pensato, i muratori/elettricisti/idraulici/… che hanno costruito la mia casa e i progettisti che l’hanno pensata

Infine bisogna apprezzare l’esistenza delle cose: a questo punto si ringrazia la frutta/verdura, gli animali, la terra, … in pratica le cose animate e non

Può essere sembrato un po’ fuori dal mondo come idea, ma ora vi faccio un divertente esempio per cui è giustissima: chi apprezza vedrà sempre che c’è un bicchiere mezzo pieno, gli altri invece si lamenteranno che il bicchiere è mezzo vuoto

Ormai quando devo “giudicare” qualcosa mi ritrovo a dire al massimo “non è molto bella”, a dir la verità non mi ricordo più quando è stata l’ultima volta che ho definito “brutto” qualcosa, o mi sono lamentato per mancanze… #e mi sento molto bene per questo

Ritorniamo al punto di partenza
Quello che ha assalito Berlusconi #certo lui era in cura (ma non matto eh) non è molto diverso da altri che non lo hanno assalito
Pochi minuti dopo l’aggressione, su un forum che frequento, ho sentito frasi che per me erano sconcertanti (gente che giustificava l’atto)
Ora, non ditemi che se loro apprezzassero il fatto di avere una repubblica avrebbero fatto/detto lo stesso

Vi auguro di apprezzare la vita #in questo momento apprezzo il fatto di poter pensare, a differenza delle piante

#A breve il mio secondo pensiero fondamentale sul perché delle cose
Stay tuned

4 dicembre 2009

La passione per il Giappone

Prima o poi dovevo pure scriverne…
#Visto che senza volerlo la mia passione per il Giappone trasuda senza che me ne accorga, vediamo di scriverne per bene

Non mi ricordo di preciso quando è cominciata, ma sicuramente da almeno 4 anni ne sono appassionato.
Il fattore scatenante è stato sicuramente un “manga” giapponese #purtroppo non mi ricordo quale che a quanto pare era così entusiasmante da non poter aspettare il successivo albo in italiano e da provare a capirne i capitoli in lingua originale (giapponese appunto)

Che io fossi strano già lo sapevate, ma anche per una persona strana può essere difficile decidere di imparare il giapponese per leggersi i fumetti… e in effetti devo dire che quello è stato solo il fattore scatenante, per le altre cose che mi ci hanno avvicinato bisogna fare qualche passo indietro nel tempo.

Lo zio di mia mamma è padre missionario in Giappone da così tanto tempo che possiamo dire da sempre #penso siano 40+ anni che è là
Quando ancora non ero nato i miei genitori, per il viaggio di nozze, decisero di “andare a trovarlo” e così visitarono la zona ad ovest di Tōkyo (in particolare Fujioshida)
Non serve dire che, nonostante la vita in Giappone non sia serena come da noi, essendoci stati poco tempo si sono portati un bellissimo ricordo di quella terra lontana (oltre a molti “souvenir”)
Proprio questi ultimi forse mi hanno avvicinato al Giappone più di tutto il resto: negli anni, ogni tanto, tirando qualche cassetto o aprendo qualche armadio, venivano fuori sottobicchieri con le 36 vedute del Fuji di Hiroshige, carta speciale “fiorita”, qualche Yutaka (“kimono da casa”), nastrini, campane, fiammiferi, campanelli e chi più ne ha più ne metta

Dovete sapere che generalmente gli “oggetti di uso comune” giapponesi sono così curati da essere perfetti #vi lascio immaginare come sono quelli “eccezionali”, ognuno di quegli oggetti è specchio di una cultura splendida e cinica dove ciò che non è “perfezione” è “spazzatura”

Fatto sta che tutto questo mi portò a desiderare di impararne la lingua e le tradizioni

Quelli che mi conoscono bene ora si saranno messi a ridere o sogghignare, perché, neanche a dirlo, dopo un estate passata ad imparare Hiragana, Katakana, 20-30 kanji base, qualche parola e qualche struttura fondamentale non ho più continuato (se non saltuariamente) a studiarlo #in compenso ho attaccato la passione a mia sorella che è patita delle lingue

Qualche soddisfazione però me la sono decisamente presa…
Vi ricordate quel つづく alla fine dei vecchi cartoni giapponesi (Sanpei, Heidi, Gundam, …) si legge TSUZUKU e significa “Continua…”!

Alla prossima
つづく