Archive for giugno, 2012

20 giugno 2012

Storie su Secure Boot e UEFI

C’era una volta e c’è ancora il buon vecchio BIOS. UEFI (agli effetti EFI) ha la stessa funzione con diverse funzionalità aggiuntive.

Decisamente non sono qua a parlare di UEFI o altro e prima di leggere l’articolo consiglio a tutti di informarsi adeguatamente a riguardo, quello di cui vorrei parlare è “Secure Boot“.

Secure Boot, in soldoni, impedisce l’avvio di OS diversi da quelli per cui il sistema OEM è firmato.
L’unico vantaggio di avere “Secure Boot” (nome scelto, immagino, dopo attente indagini di marketing) è quello del produttore del software usato per la macchina OEM. L’utente infatti non è assolutamente più “sicuro”. Si sa da tempo infatti che – perlomeno finora – l’unico modo di proteggere i propri dati è la cifratura del disco con programmi come TrueCrypt. Se voglio rubare “fisicamente” i dati ad una persona X:

  1. conosco la password per accedere al sistema e non ho problemi

se non conosco la password e voglio celare il mio “passaggio”:

  1. ho il mio netbook, stacco il disco dal notebook (o altro) bersaglio e lo uso nel mio, a lavoro finito ricolloco come prima.

se mi interessano solo i dati:

  1. stacco il disco dal notebook (o altro) bersaglio e me lo porto via, se è “saldato” alla scheda mi prendo quella…

Tutto questo per dire che “secure boot” o meno, se il disco non è criptato si copia. Forse la *non* presenza di “secure boot” può facilitare il caso n°2 ma non più di tanto, diciamo che invece di un cd/flashDisk bisogna portarsi dietro un netbook (che comunque non è tutto questo voluminoso).
Se aggiungiamo che ormai per rubare dati personali un attacco “live” è l’ultimo sistema che si prova per la moltitudine di rischi che comporta, il resto va di conseguenza.

E dunque eccoci al punto, *non* è bello. Si sa che Microsoft non è nuova a strategie “disoneste” (più o meno punite negli anni), ma sembra ridicolo fare ostruzionismo contro un non-rivale come linux (che può essere in crescita ma molto, molto lenta sui sistemi desktop) invece di provare a proporsi come ottimo avversario.
Voglio dire, hanno prodotti che sembrano promettere bene (Windows8 e WindowsPhone), hanno visto che se le cose sono fatte come si deve la gente risponde di conseguenza (Windows7) a questo punto basta solo non rifare WindowsMe e sono a posto, perché giocare “sporco”? Possono permettersi di non farlo.

La mia speranza è che i produttori di hardware e sistemi OEM permettano, come peraltro ha già fatto ASUS in diverse occasioni, la scelta di FreeDOS (senza OS) o linux in alternativa a Windows (sulla stesso modello di macchina), beninteso che nel caso di linux non ci sia un “Ubuntu Secure Boot” che avrebbe ancora meno senso venendo a mancare il lato commerciale.

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10 giugno 2012

GnuCash

Qualche settimana fa avevo cominciato a scrivere un articolo che però stava scadendo troppo sul banale (e direi anche scontato), perciò ho abbandonato il proposito e oggi vi scrivo riguardo un programma che ora come ora mi è diventato quasi necessario (e sì, ne sono anche un poco dipendente): GnuCash.

GnuCash è un programma di contabilità (a vari livelli) che permette di gestire al meglio le proprie finanze e, inoltre, aiuta a rendersi conto di bilanci, spese, interessi e altro, consentendo all’utente di razionalizzare le spese.
Parecchio tempo fa – circa da settembre 2011 – avevo cominciato ad usare un programma, sempre di contabilità, molto simile a GnuCash, Skrooge, questo però era più confusionario e agli effetti anche meno facile fa usare (nonostante fosse più facile familiarizzare con la struttura); per questi motivi non l’ho mai usato come si deve e molte transazioni di quel periodo non le ho registrate. Dopo che, per un bug upstream nel software sqlite, il programma “non funzionava” ho approfittato per esplorare il panorama dei software di contabilità; GnuCash, che agli effetti è il meno intuitivo e, all’apparenza, più limitato sulla piazza, mi ha per qualche motivo attirato e così eccomi qua a parlarne.

Per chi non lo sapesse, un programma di contabilità funziona in questo modo:

  1. Si effettuano delle spese. In base al tipo di conto (conto corrente, carta di credito, portafoglio) si va dalla paga dei dipendenti, allo scontrino del caffè;
  2. Queste vengono registrate in una categoria dedicata (affitto, alimentari, seconda necessità, servizi, …) o in una delle sottocategorie di una categoria (es. servizi > elettricità, gas, acqua, …

A questo punto, dopo qualche settimana, cominciate ad avere un quadro generale del vostro bilancio. Faccio notare che per quanto uno possa stare attento a entrate ed uscite, non si potrà mai rendere conto – ad esempio – delle uscite complessive derivate da 15-20 spese al supermercato in condizioni e con esigenze differenti; mi spiego, al supermercato/fruttivendolo/macellaio/… capita spesso di spendere una settimana di più ed una di meno nel corso dell’anno per i motivi più disparati, ma probabilmente la spesa mensile o al più quadrimestrale dovrebbe mostrare circa lo stesso valore (a meno di variazioni del costo della vita…).
Il programma poi è molto utile per confrontare l’estratto conto del conto corrente o il saldo della carta di credito per vedere quali operazioni sono state accreditate/addebitate e quali ancora no.
Infine, per rimanere sul “semplice”, il programma offre la possibilità di registrare operazioni suddivise. In questo modo potete ad esempio dividere lo stipendio lordo in tasse e stipendio netto, ma anche una spesa al supermercato dove comprate anche un frullatore nuovo e CD musicali in alimentari, seconda necessità e intrattenimento…

Di seguito vi propongo un esempio di grafico a torta delle uscite dal 01/03/2012 suddiviso per categorie; dopo l’immagine spiego la suddivisione.

g787

Non serve dirlo, sono uno studente che usa spesso i mezzi pubblici…

  • trasporti pubblici include le due sottocategorie (non segnate nel grafico) treno ed autobus
  • alimentari si spiega da solo
  • servizi include le quattro sottocategorie (di nuovo non presenti nel grafico) luce, gas, acqua e rifiuti
  • intrattenimento include un po’ tutto il “superfluo”, dalla serata fuori ai CD musicali o ai fumetti
  • anche regali si spiega da solo
  • seconda necessità include tutto quello che serve in casa (o comunque può servire) come una pentola nuova, le pile degli orologi, …

Se questa breve presentazione vi ha fatto in qualche modo voglia, il sito ufficiale lo trovate al primo link dell’articolo, vi posso inoltre assicurare che trovate dei manuali (anche tradotti egregiamente in italiano) molto precisi e dettagliati su ogni funzione del programma.