Archive for ‘Informatica’

20 giugno 2012

Storie su Secure Boot e UEFI

C’era una volta e c’è ancora il buon vecchio BIOS. UEFI (agli effetti EFI) ha la stessa funzione con diverse funzionalità aggiuntive.

Decisamente non sono qua a parlare di UEFI o altro e prima di leggere l’articolo consiglio a tutti di informarsi adeguatamente a riguardo, quello di cui vorrei parlare è “Secure Boot“.

Secure Boot, in soldoni, impedisce l’avvio di OS diversi da quelli per cui il sistema OEM è firmato.
L’unico vantaggio di avere “Secure Boot” (nome scelto, immagino, dopo attente indagini di marketing) è quello del produttore del software usato per la macchina OEM. L’utente infatti non è assolutamente più “sicuro”. Si sa da tempo infatti che – perlomeno finora – l’unico modo di proteggere i propri dati è la cifratura del disco con programmi come TrueCrypt. Se voglio rubare “fisicamente” i dati ad una persona X:

  1. conosco la password per accedere al sistema e non ho problemi

se non conosco la password e voglio celare il mio “passaggio”:

  1. ho il mio netbook, stacco il disco dal notebook (o altro) bersaglio e lo uso nel mio, a lavoro finito ricolloco come prima.

se mi interessano solo i dati:

  1. stacco il disco dal notebook (o altro) bersaglio e me lo porto via, se è “saldato” alla scheda mi prendo quella…

Tutto questo per dire che “secure boot” o meno, se il disco non è criptato si copia. Forse la *non* presenza di “secure boot” può facilitare il caso n°2 ma non più di tanto, diciamo che invece di un cd/flashDisk bisogna portarsi dietro un netbook (che comunque non è tutto questo voluminoso).
Se aggiungiamo che ormai per rubare dati personali un attacco “live” è l’ultimo sistema che si prova per la moltitudine di rischi che comporta, il resto va di conseguenza.

E dunque eccoci al punto, *non* è bello. Si sa che Microsoft non è nuova a strategie “disoneste” (più o meno punite negli anni), ma sembra ridicolo fare ostruzionismo contro un non-rivale come linux (che può essere in crescita ma molto, molto lenta sui sistemi desktop) invece di provare a proporsi come ottimo avversario.
Voglio dire, hanno prodotti che sembrano promettere bene (Windows8 e WindowsPhone), hanno visto che se le cose sono fatte come si deve la gente risponde di conseguenza (Windows7) a questo punto basta solo non rifare WindowsMe e sono a posto, perché giocare “sporco”? Possono permettersi di non farlo.

La mia speranza è che i produttori di hardware e sistemi OEM permettano, come peraltro ha già fatto ASUS in diverse occasioni, la scelta di FreeDOS (senza OS) o linux in alternativa a Windows (sulla stesso modello di macchina), beninteso che nel caso di linux non ci sia un “Ubuntu Secure Boot” che avrebbe ancora meno senso venendo a mancare il lato commerciale.

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10 giugno 2012

GnuCash

Qualche settimana fa avevo cominciato a scrivere un articolo che però stava scadendo troppo sul banale (e direi anche scontato), perciò ho abbandonato il proposito e oggi vi scrivo riguardo un programma che ora come ora mi è diventato quasi necessario (e sì, ne sono anche un poco dipendente): GnuCash.

GnuCash è un programma di contabilità (a vari livelli) che permette di gestire al meglio le proprie finanze e, inoltre, aiuta a rendersi conto di bilanci, spese, interessi e altro, consentendo all’utente di razionalizzare le spese.
Parecchio tempo fa – circa da settembre 2011 – avevo cominciato ad usare un programma, sempre di contabilità, molto simile a GnuCash, Skrooge, questo però era più confusionario e agli effetti anche meno facile fa usare (nonostante fosse più facile familiarizzare con la struttura); per questi motivi non l’ho mai usato come si deve e molte transazioni di quel periodo non le ho registrate. Dopo che, per un bug upstream nel software sqlite, il programma “non funzionava” ho approfittato per esplorare il panorama dei software di contabilità; GnuCash, che agli effetti è il meno intuitivo e, all’apparenza, più limitato sulla piazza, mi ha per qualche motivo attirato e così eccomi qua a parlarne.

Per chi non lo sapesse, un programma di contabilità funziona in questo modo:

  1. Si effettuano delle spese. In base al tipo di conto (conto corrente, carta di credito, portafoglio) si va dalla paga dei dipendenti, allo scontrino del caffè;
  2. Queste vengono registrate in una categoria dedicata (affitto, alimentari, seconda necessità, servizi, …) o in una delle sottocategorie di una categoria (es. servizi > elettricità, gas, acqua, …

A questo punto, dopo qualche settimana, cominciate ad avere un quadro generale del vostro bilancio. Faccio notare che per quanto uno possa stare attento a entrate ed uscite, non si potrà mai rendere conto – ad esempio – delle uscite complessive derivate da 15-20 spese al supermercato in condizioni e con esigenze differenti; mi spiego, al supermercato/fruttivendolo/macellaio/… capita spesso di spendere una settimana di più ed una di meno nel corso dell’anno per i motivi più disparati, ma probabilmente la spesa mensile o al più quadrimestrale dovrebbe mostrare circa lo stesso valore (a meno di variazioni del costo della vita…).
Il programma poi è molto utile per confrontare l’estratto conto del conto corrente o il saldo della carta di credito per vedere quali operazioni sono state accreditate/addebitate e quali ancora no.
Infine, per rimanere sul “semplice”, il programma offre la possibilità di registrare operazioni suddivise. In questo modo potete ad esempio dividere lo stipendio lordo in tasse e stipendio netto, ma anche una spesa al supermercato dove comprate anche un frullatore nuovo e CD musicali in alimentari, seconda necessità e intrattenimento…

Di seguito vi propongo un esempio di grafico a torta delle uscite dal 01/03/2012 suddiviso per categorie; dopo l’immagine spiego la suddivisione.

g787

Non serve dirlo, sono uno studente che usa spesso i mezzi pubblici…

  • trasporti pubblici include le due sottocategorie (non segnate nel grafico) treno ed autobus
  • alimentari si spiega da solo
  • servizi include le quattro sottocategorie (di nuovo non presenti nel grafico) luce, gas, acqua e rifiuti
  • intrattenimento include un po’ tutto il “superfluo”, dalla serata fuori ai CD musicali o ai fumetti
  • anche regali si spiega da solo
  • seconda necessità include tutto quello che serve in casa (o comunque può servire) come una pentola nuova, le pile degli orologi, …

Se questa breve presentazione vi ha fatto in qualche modo voglia, il sito ufficiale lo trovate al primo link dell’articolo, vi posso inoltre assicurare che trovate dei manuali (anche tradotti egregiamente in italiano) molto precisi e dettagliati su ogni funzione del programma.

14 dicembre 2011

Te lo vendo ma non è tuo

PlayStation3 license agreement

PlayStation3 license agreement

Una cosa che a dire il vero faccio molta fatica a capire.
Perché se compro un tagliaerba lo posso smontare e/o personalizzare e invece una PlayStation3 no? (da notare che al posto di PS3 potrebbe esserci stata scritto qualsiasi altra cosa)

Per me non è corretto vendere un prodotto con licenza che agli effetti ne permette (e qualche volta limita pure) il solo usufrutto. Ancora meno corretto è nascondere tutto questo al consumatore in modi più o meno onesti (ma purtroppo tutti legali).

Ho letto ora che Sony ha appena vinto contro la class action derivata dal blocco da remoto della possibilità di installare linux sulla PlayStation3. Devo dire che non so cosa prevedesse la licenza PS3, ma so per certo che tale licenza non viene mostrata all’acquisto, che viene quindi fatto a scatola (licenza) chiusa.
Da questo cosa ne consegue? Semplice, un piccolo pasticcio legale, se l’utente finale non è d’accordo su una o su parte di una licenza, non può far valere i suoi diritti in quando il contratto di vendita è già stato stipulato.
La stessa cosa vale per tutte le altre console per videogiochi e in realtà per tutti i dispositivi digitali con software (anche minimo) preinstallato.

Dopo la piccola parentesi licenze, torniamo alla “riflessione” principale. Come è possibile passare per normalità che sia illegale fare modifiche hardware e/o software ad un prodotto regolarmente acquistato? Non si parla di garanzia non più valida (del tutto comprensibile), si parla di illegalità… e ancora, non è forse malvagio controllare da remoto (da parte della casa madre) dispositivi regolarmente acquistati da ignari consumatori abilitandone addirittura la modifica (sempre da remoto)?

Ripeto e concludo, per me è giusto mostrare le licenze legate al prodotto all’acquisto, e in caso si tratti effettivamente di usufrutto illimitato nel tempo e non di proprietà, porre un ulteriore specifica.
Nondimeno (ma lo si sta già facendo) è necessario rimuovere tutti i meccanismi impliciti autorizzati da licenze mai mostrate (leggi: tracciamento, blocchi e simili) che pullulano nei dispositivi odierni (e non solo nell’elettronica spiccia purtroppo).

25 novembre 2011

Giusto due cosette… e altro ancora

Niente riflessioni matte o simili questa volta, solo roba utile.

Innanzitutto, visto che non ne ho parlato più da tempo, volevo far presente a tutti i lettori che Calise esiste ancora ed è parecchio avanti con la fase di sviluppo, solo ho deciso di non scriverne più su questo blog ‘personale’ e dedicargli un blog a parte (ormai attivo da mesi) in host su sourceforge all’indirizzo: calise.sourceforge.net.

Veniamo al sodo, a me capita spesso (leggi una volta ogni due/tre mesi circa) di comprare su Amazon.it ma spesso quello che poteva sembrare un affare lo era solo abbastanza… così questa sera ho scritto una cinquantina di righe in python per comunicare con Amazon, leggere il prezzo di determinati prodotti, salvare il tutto su un file che viene aggiornato di cattura in cattura, salvando così lo storico del prezzo di un dato oggetto.
Non serve dire che questo, se lanciato quotidianamente, nel giro di qualche settimana (meglio un mesetto o più) permette di avere una buona idea di quanto può essere scontato un oggetto rispetto al prezzo base e quando questo si rivela un VERO affare.
In genere io compro cd musicali (per lo più jazz) che sono usciti da tempo (anche molto tempo) e quindi per me ha senso, se invece viene usato per gli ultimi oggetti usciti OVVIAMENTE non ha senso visto che il prezzo non potrà che scendere per mesi…

http://pastebin.com/eeYKzek1

PS: Dovrebbe essere totalmente cross-compatibile (windows, linux, mac, bsd, android, calcolatrice…)
PPS: In quattro e quattr’otto si puà aggiungere il supporto ad Amazon.co.uk e/o Amazon.com e/o altro.

17 settembre 2011

Di cose nuove che…

Ho seguito con un “certo” interesse la presentazione di Windows8 al pubblico e non riesco a non dare qualche commento così a caldo.

Per quello che ho visto è una gabbia per utenti e sviluppatori.
Mi spiego un po’: per chi non lo sapesse Windows8 (se resta così com’è nella beta mostrata al pubblico) funziona con l’interfaccia “Metro”, una serie di tasselli ordinati, ognuno dei quali rappresenta una applicazione; la vecchia UI (col desktop e la barra per capirci) diventa una applicazione di MetroUI (per ulteriori informazioni riferitevi al video).
Questo significa che è auspicabile e anzi -considerato che su windows la maggior parte delle applicazioni si vendono- necessario che uno sviluppatore scriva due interfacce per il suo programma, quella classica, retrocompatibile, e quella Metro. Da considerare che un applicazione sviluppata per MetroUI (da quello che sembra) non gira in nessun altro ambiente, quindi ripeto, uno sviluppatore deve scrivere un programma appositamente per questa. Non serve dire che  questo butta nel cestino ogni cosa (o quasi) cross-compatibile fra sistemi visto che per essere usata va caricata nella BRUTTA vecchia interfaccia Win7 che l’utente stesso non vorrà usare perché tutta un altra cosa rispetto all’altra.
Ed ecco qui comparire il secondo piccolo pensiero, l’utente Win8 MetroUI vorrà usare il più possibile applicazioni compatibili con l’interfaccia (riducendo notevolmente la sua possibilità di scelta) e adatterà le sua abitudini alla stessa.
Non di meno sembra sempre più che si abbini un computer ad un elettrodomestico in senso lato (lavatrice e simili), cosa che io non sopporto.

Per me Microsoft sta facendo un grande errore e spero che si fermi in tempo.
Mi ritorna in mente una cosa che ho sempre evidenziato come grossa differenza fra open-source e closed-sorce: nel primo sono gli utenti a creare quello che usano in base alle loro esigenze (con apprezzamento incredibilmente alto proprio per questo), nel secondo c’è qualcuno (di solito molto esperto e competente) che indaga silenziosamente l’utenza e prova a capire di cosa ha bisogno (con risultati più rapidi ma meno precisi nel senso di apprezzamento). Questa volta però Microsoft ha addirittura creato qualcosa di sana pianta, per “stare al passo” anzi “superare” i concorrenti, e gli utenti si devono adattare… lo ripeto, per me è un FLOP annunciato se rimane così com’è, se volessero fare una loro tavoletta digitale con un OS per tavolette basato su MetroUI ok, ma un desktop decisamente no.

Non per spezzare una lancia in loro favore, ma per me chi ha visto meglio l’andamento del mercato tecnologico sono GNOME, Unity e KDE. KDE in particolare si sta sviluppando più lentamente degli altri due ma, pare, con risultati più soddisfacenti. Ho messo la premessa ad inizio frase perché io (come altri) non li ho apprezzati ed infatti uso XFCE come inferfaccia primaria.

27 agosto 2011

Calise 0.0.5

Dopo una lunga parentesi pseudo-vacanziera a Jesolo lido intrisa di studio e attività in genere (molto diversa dalla classica vacanza marina sotto l’ombrellone per capirci), scrivo qualche riga sulla nuova versione di Calise (0.0.5) che porta con se qualche cambiamento soprattutto in termini di stabilità.
Per spiegazioni squisitamente tecniche rimando al blog di Calise in inglese all’indirizzo: http://sourceforge.net/apps/wordpress/calise/.

In generale ho eccettato degli errori (in particolare un blocco che si imponeva arbitrariamente qualche volta ad opera della libreria camera di pygame) e stabilizzato/pulito il codice con cambiamenti a volte anche radicali.

Procederò ora verso la versione 0.0.6 dove faciliterò e migliorerò la velocità con cui si calibra nel caso in cui la videocamera usata sia già presente in uno dei profili utente.

L’obiettivo più in là poi è sempre quello: un ambiente GUI confortevole, da cui accedere a tutte le opzioni del programma (calibrazione compresa).
Tuttora sono indeciso fra una gui in Qt ed una in Wx…

Nel frattempo mi concentro per bene nello studio.

18 luglio 2011

Calise 0.0.4

Non ancora pubblicato su Sourceforge per motivi che spiegherò fra poco, è ora disponibile la versione 0.0.4 di Calise.
Lo potete reperire temporaneamente qui: http://smilzoboboz.altervista.org/tmp/calise-0.0.4.tar.gz
Per la verifica del checksum:

MD5: 267a33b907ed433a4d9c267849c415c0
SHA1: a45a3f0769da945d6d752eec141b05a5b3fb295a
SHA256: b701cd852120c3ccd42a611a136daefb75e54296017e4145eda5625ae65c57d9

Il cambiamento di nome da Camsensor a Calise sta occupando più tempo del previsto e al momento il sito “ufficiale” su Sourceforge è da considerarsi down (come d’altro canto il blog ufficiale). Devo dire che questo mi ha creato e peraltro mi sta ancora creando qualche problema nella pubblicazione del pacchetto AUR per archlinux, ma ora la situazione è stabile.

Ho già fatto dei cambiamenti disponibili su svn (tarball disponibile qui: http://calise.svn.sourceforge.net/viewvc/calise/?view=tar) di tipo qualitativo e visuale.

La GUI attualmente copre solo la parte di esecuzione, ed è per questo che ho deciso di non avanzare alla serie 0.1.x. Molto probabilmente, in questo periodo di vacanza che mi aspetta mi concentrerò su una versione GUI per la calibrazione ed eventuali bug che mi vengano segnalati. Fatto questo e diversi test su varie distribuzioni, rilascerò la versione 0.1.0 con annessi pacchetti AUR, DEB, RPM (se ci riesco).

8 luglio 2011

Calise

Breve articolo per dare due comunicazioni di servizio:

ho aperto un blog wordpress in inglese su sourceforge per permettere ai non italofoni di seguire lo sviluppo, in maniera non tecnica, di camsensor.

Cercando in internet ho aihmè visto che camsensor è già marchio registrato e, nonostante per un uso privato e sconosciuto nessuno si arrabbi, se il progetto cresce e non affonda, non vorrei mai rubare pubblicità ad altri (magari che fanno cose simili). Nelle prossime settimane, quindi, aggiornerò tutta la pagina del progetto su sourceforge per cambiare il nome in calise (Camera Light Sensor), attualmente ho già caricato tutto il codice aggiornato con il nuovo nome su svn.

Visto che ci sono elenco alcune delle aggiunte attualmente caricate su svn:

  • nell’interfaccia interattiva ho aggiunto il tasto “a” per cambiare “al volo” il parametro logdata, in pratica, premendo “a” comincia a mantenere i valori oltre quelli che rientrano nella media, ripremendolo, si ferma, questo, quante volte si vuole, una volta che viene richiesto di esportare, verranno esportati anche tutti i pezzi registrati (in realtà questa cosa presenta un “bug” per cui registra/esporta tutto tranne i valori mediati, a meno che non si esporti mentre logdata è attivo)
  • ho sistemato la gestione dei segnali per cui ora reagisce (come doveva essere in principio), senza errori di sistema, ai segnali POSIX stop/continue e terminate, interrupt, ovvero rispettivamente SIGTSTP/SIGCONT e SIGTERM, SIGINT

Ho provato a cercare “clues” (indizi) riguardo all’interfaccia D-bus per il controllo della retroilluminazione in maniera meno “barbara”, ma da quando hal è diventato deprecato, sembra che nessuno si sia messo a scrivere mezza riga sulla retroilluminazione (e su molto altro in realtà) e quindi avrei bisogno di tanta pazienza, anche se, sapendo che dopo protocolli e policy varie alla fine fa esattamente quello che fa il mio programma, non vedo tutta questa urgenza in questo senso.

Altra cosa è l’interfaccia grafica… il modello è preparato, grossomodo le linee guida ci sono, unica cosa, devo informarmi sull’implementazione visto che una “prova veloce” (copia e incolla sperando che vada), pur andando non permetteva alle due parti (GUI ed processo) di comunicare fra loro.

A tutti i miei lettori (so che sono un numero naturale inferiore a π) chiederei se il nome calisep piace o risulta poco appetibile, ci sono in realtà poche alternative sensate, ma andando sull’irrazionale si può esaggggerare senza troppi timori.
Se ci sono consigli commentate o, se mi conoscete e vi vergognate delle idee che vi sono venute in mente, mandate una mail.

5 luglio 2011

Camsensor 0.0.3 beta

Poche ore fa mi sono reso conto di aver soddisfatto i punti che volevo per la nuova versione e quindi eccoci qua: camsensor 0.0.3 beta è ora disponibile.
Questa versione corrisponde alla r81 su svn. link: camsensor

I cambiamenti in questa versione sono:

  • esecuzione in un processo (thread) separato, tuttavia non demone; dopo una attenta analisi delle problematiche legate al fatto di tenere occupata una videocamera, ho deciso che un demone non poteva essere la soluzione più corretta, quanto lo era invece un programma non invasivo da poter facilmente “mettere in pausa”;
  • aggiunta di una interfaccia interattiva in stile mplayer per mettere in pausa, riprendere, terminare ed esportare i dati del programma. Sempre a livello grafico, ho aggiunto qualche info sui parametri in uso e ridotto ad una riga che si autoaggiorna l’output del programma. NON ho usato curses per vari motivi non del tutto condivisibili (avrei dovuto ma preferivo un metodo di output più lineare dal punto di vista visivo);
  • come già accennato, per integrare le due modifiche precedenti, ho riordinato il programma e spostato anche la parte di calcolo dello step e quanto ad esso collegato in libreria, per info su eventuali implementazione fate riferimento alla libreria stessa che è ampliamente commentata; inoltre ho messo sotto classe processata separatamente (threaded) la parte esecutiva del programma, in pratica tutto ciò che viene dopo l’inizializzatione di argomenti e parametri;
  • ho pulito il codice – in diversi casi anche intensamente e non senza difficoltà – e l’ho adeguato, a meno di sviste, alle direttive opzionali PEP-8;
  • infine, anche se non era programmata, ho fatto una piccola ma fantastica modifica/aggiunta per cui, dando l’opzione “–logdata”, il programma tiene in memoria ogni dato ottenuto dall’avvio, per cui, durante l’esecuzione, con il tasto “e” viene esportato l’intero parco dati in formato universale csv (comma separeted values). L’unica pecca di questo è che l’intero ammontare di dati viene mantenuto in RAM, per cui dopo diverse ore (direi più di un giorno) il consumo di risorse risulta considerevole. Questo risulta di grande utilità in ambito sperimentale, ad esempio per monitorare l’intensità di luce durante l’arco della giornata, o gli sbalzi della stessa o in generale qualsiasi genere di analisi fattibile con il livello di luce esterna (o del monitor). Se “–logdata” non è presente, il programma esporterà solo i dati mantenuti per fare la media dei valori.

Qui potete vedere un esempio di grafico ottenuto dopo qualche ora di utilizzo (dalle 17.45 alle 21.00):

Graph

Un bel grafico… La linea rossa rappresenta gli step di retroilluminazione (10 nel mio caso, da 0 a 9) e invece i punti blu sono TUTTE le catture da webcam normalizzate rispetto alla luminosità dello schermo. Si vedono due punti di discontinuità poco prima delle 18.00 e poco dopo le 18.30 (probabilmente sono andato via per mezz’oretta e il programma ha reagito al cambiamento drastico), ma soprattutto la precisione non invasiva per cui, da solo ha regolato gradualmente la retroilluminazione soprattutto nel periodo 20.00/21.00.
Da notare come la cattura della luminosità dalla webcam frontale sia veramente difficile da gestire per la sua variabilità (giustamente, voi davanti allo schermo vi muovete e d’altro canto la webcam prova in continuazione a bilanciare il bianco), da qui il tempo che ci ho messo per elaborare un algoritmo che eliminasse il più possibile, senza spendere troppo in termini di cpu, il disturbo ambientale.
Non ho registrato in questo grafico, il sistema di bloccaggio che evita che succedano cambiamenti di retroilluminazione consecutivi entro i 30 secondi (in più punti di questo grafico, ad esempio, sarebbe entrato in funzione).
In questo grafico ho usato due dei dati a disposizione, ma ci sono infinite possibilità di utilizzo per questo strumento.

Gli obiettivi per il futuro rilascio – la fantomatica versione 0.1.0 – in realtà al momento si riducono ad uno solo (che oltre tutto è in uno stato piuttosto avanzato), ovvero, una GUI (interfaccia grafica) attraverso la quale interagire col programma al pari, se non meglio che con l’interfaccia testuale. In realtà, l’interfaccia c’è già, e in qualche modo anche funzionante, ma ci sono delle barriere strutturali (del mio programma così com’è ora) che mi impediscono di sviluppare al meglio le sue potenzialità.
La mia intenzione originale era di inserire nella GUI, oltre ai bottoni per il controllo remoto (fatto), la possibilità di lanciare un terminale grafico con lo storico entro la media dell’output (fatto) e/o un grafico sempre con lo storico entro la media di una o più caratteristiche a scelta (da studiare, e parecchio)
In pratica, sarà “un solo cambiamento”, ma comunque valido per decidere addirittura di passare dalla versione 0.0 alla 0.1 (non mi aspetto di venirne fuori prima di settembre).

Piccola nota purtroppo, una regressione di performance in termini di tempo del processore dell’8~10% (in realtà attesa, viste le aggiunte), quindi sulla mia macchina è passato da poco più dello 0.8% a poco meno dell’1.0%.

27 giugno 2011

Seconda beta per camsensor (0.0.2)

Pochi giorni fa ho rilasciato la seconda beta per il programma.
Non ci sono sostanziali cambiamenti rispetto alla 0.0.1, ma in questa versione ho migliorato l’approccio visivo – in particolar modo della parte di calibrazione che non era molto intuitiva nella versione precedente – ed ho aggiunto un’override per i segnali di sistema per fare in modo di spegnere, uccidere mettere in pausa e riprendere il programma dall’esterno.

Tutto quello che c’è ora, almeno a livello di meccanismo interno, con ogni probabilità rimarrà pressoché immutato nelle versioni future, gli unici cambiamenti possono essere solo migliorativi in termini di consumo di risorse e/o usabilità a livello libreria. In ogni caso farò in modo di non stravolgere nessuna delle funzioni in libreria.

Per la versione 0.0.3 gli obiettivi sono:

  • demone eseguibile indipendentemente a livello utente
  • backend (testuale ma forse anche grafico) per controllare l’esecuzione
  • aggiunta in libreria di tutto ciò che è iterabile
  • pulizia generale del codice e adesione alle regole PEP 8.

In realtà ho detto 0.0.3 perché su svn è questa la versione che ho dato temporaneamente, ma se il backend funziona a dovere penso si possa parlare di 0.1.0. In ogni caso non vedo futuro per una 0.0.4…

Come al solito trovate versioni beta stabili e sorgente su http://sourceforge.net/projects/camsensor/