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29 giugno 2011

Videogiochi del nuovo millennio

Non posso fare a meno di scrivere due righe di auto-risposta ad una domanda che a me sorge spontanea quando vedo il gameplay di almeno il 99% dei videogiochi (e anche giochi ‘fisici’) in commercio: Perché non riesco ad avvicinarmici?

Quasi in ogni opera videoludica a cui ho modo di approciarmi – con rarissime ma notevoli eccezioni – percepisco la sensazione che la giocabilità (gameplay appunto) sia stata sacrificata in termini di tempo e cura, per un apparenza grafica allettante, dettagliata, sfumata, bagliorizzata, etc, con degli estremi che diventano sinceramente così pieni di effetti da risultare quasi inavvicinabili. Certo, è possibile che il mio approccio sia ormai vecchio e sorpassato. Allora, perché prendendo in mano un prodotto degli anni novanta, giusto per non andare troppo sotto a livello grafico (anche se gli anni ottanta colori esclusi, non si perdono niente), riesco fisicamente a giocare e invece con giochi degli ultimi 6-7 anni no? Cosa è cambiato così radicalmente negli ultimi anni da segnare (almeno per me) un salto incolmabile?

IoriRugal

Sicuramente la componente personale nel mio caso un po’ conta, visto che sono molto legato ad uno dei genere principi degli anni novanta (i picchiaduro), ma non può essere solo quello. Ad esempio, chi non prova soddisfazione a giocare a tetris? Tutti vero. Bene, chi non prova soddisfazione a giocare ad una app clone con grafica rifatta o simili? Molti abbandonano dopo 1-2 ore di utilizzo totali l’applicazione/gioco perché in quel breve lasso di tempo è già scaduta.

Purtroppo la logica commerciale odierna punta a trailer mozzafiato, grafica accattivante, etc, con il solo scopo di attirare più clienti possibile (e magari di tutte le età), perdendo totalmente di vista la qualità del gioco. Un’altra caratteristica che via via si è persa con il passare del tempo è la semplicità (da non confondere con basicità, banalità). Secondo me non è vero che più funzioni vengono inserite nel gameplay, più il gioco è bello, anzi, in molti casi, opzioni studiate ad arte per essere facilmente assimilabili e allo stesso tempo permettere una longevità di gioco estrema. Per fare un esempio concreto in questo campo vorrei citare una perla di inizio millennio che è DiabloII della Blizzard.

E qui torniamo al punto di partenza, quanti giochi degli ultimi 6-7 anni hanno o prevedono un futuro prospero, si contano sulle dita di una mano? Se guardiamo invece quelli che tuttora sono molto giocati e amati del decennio precedente troviamo parecchi più titoli (non bastano né piedi né mani per contarli).

Minecraft

Ora, per concludere, è giusto andare avanti così o a breve ci sarà una ventata di cambiamento? Chi può dirlo, intanto Minecraft che si è scostato fortemente dagli schemi commerciali in favore della qualità è stato ampiamente premiato, vedremo se si rivelerà un guizzo nel mare piatto o se scatenerà una bella onda di cambiamento.