Archive for ‘Vecchio Blog’

23 settembre 2010

Password e affini

Ritorno a scrivere con un post prettamente informatico.

Mi sono reso conto, dopo una frase messa lì a caso, di aver usato quasi la stessa password per ogni account o servizio internet, abbattendo la mia “sicurezza digitale”.
Sembra una cosa banale, ma se qualcuno #con ogni probabilità non intenzionato a colpire me e me solo, ma una serie di account buca un servizio come Facebook, Twitter, MSN Live, o minori rischia di acquisire dati che gli permettono di accedere ad altri dei miei servizi come mail, o a loggarsi nel mio OS e mettere la parola fine a tutto. #Certo è una cosa che generalmente non interessa a nessuno, ma di questi tempi non si può sapere cosa farebbe la gente in un momento di ?!noia preofonda?! o per inutili indagini commerciali o per distruggere tutto…

Comunque, questo è quanto. Così mi sono deciso di usare una password: “random” #quindi non recuperabile da attacchi da dizionario, ma solo con rainbow, contenente anche caratteri non alfanumerici #dove il servizio lo permettesse, da almeno 64-bit (8 caratteri) e soprattutto diversa per OGNI account.
E adesso arriva il bello… com’è che uno si ricorda tutta quella marea di dati “random”? La risposta più semplice è quella di non memorizzare le password, ma di tenerle tutte ordinate con un gestore di password, che salverà un database, protetto da una passphrase e soprattutto da una chiave digitale da 2048-bit, ovvero GnuPg.

GnuPg è un progetto open-source di un livello elevatissimo. Soprattutto è integrabile in quasi ogni servizio e/o applicazione e garantisce una sicurezza digitale quasi assoluta #il “quasi” per il momento è solo dato da attacchi di Social engineering
Si può usare ad esempio per firmare/criptare le e-mail in modo che solo un ricevente che ha la chiave gpg giusta possa accedere al messaggio (o verificarne l’autenticità).

Spero di essere stato utile a qualcuno ^^.
Alla prossima!

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27 giugno 2010

Sarebbe Bello

Questo post lo scrivo per sfogarmi, non badate molto coerenza logica, ci tengo solo a sfogarmi.

Sempre più si parla di inquinamento, ecosostenibilità, BIO, …, ma mi rendo conto che, come tutte le cose, sono stati così tanto discussi che ora se ne parla con leggerezza -troppa- e se ne fa una bandiera per pubblicizzare.
Bisogna ricordare che molte di quelle parole, che ora sono all’ordine del giorno, sono la causa della morte di molte persone (e non distanti dalla nostra vita quotidiana) e del progressivo avvelenamento della vita nella terra come la conosciamo oggi.
In televisione non fanno che parlare di politica: ridurre le emissioni, politiche agricole e industriali, e via dicendo. Per me più di tanti omicidi qua e là, di tanti battibecchi tra bambinoni con una certa retorica, bisognerebbe informare a fondo le persone sulle cose che non vedono (e che non possono vedere), ovvero sul mondo inquinato in cui viviamo.

Stavo preparando da mangiare giusto prima e mi ha fatto ribrezzo pensare che (ad esempio) l’uomo medio dei miei tempi preferisce una pesca bella grossa e liscia ma “trattata chimicamente”, piuttosto che una sana pesca mezza annerita e con un vermetto. #Certo, è più invitante la prima, ma solo perché non possiamo vedere quello che ci farebbe più orrore
Imaginate che i prodotti chimici che sono stati usati sulla suddetta pesca, e che sono stati da essa assorbiti, si presentino come minuscoli puntini neri sulla polpa, a quel punto non vi farebbe più piacere poter mangiare una pesca tutta ammaccata?

Ora mentre scrivo sono commosso, perché questo discorso ha portato la mia mente indietro di ~15 anni, quando mio nonno Ivo #Ormai morto parecchi anni fa, vittima come molti altri del suo tempo del fumo di sigaretta, nel suo caso passivo dato che non aveva mai fumato una sigaretta in tutta la sua vita perché costavano e lui era tirchio (dalle mie parti si usa dire “spàragnìn” che è tutt’altro che offensivo) mi portava in giro per la campagna, tra le vigne e i campi, spiegandomi di questo e di quello, e io che per natura sono sempre stato un osservatore instancabile del mondo che mi circonda, rimanevo affascinato a sentirlo.
Tra le tante cose che c’erano là nella campagna, alcuni peschi da pesche bianche, dolcissime, che siccome non erano trattate, con niente che non fosse l’acqua per abbeverarle nei giorni più secchi, erano tutte scure e quasi sicuramente con uno o due vermi dentro.
Voi non potete immaginare con quanta commozione ricordo quei peschi, e il vecchio vigneto accanto, ora sostituiti da inconsistente “erba medica”, vedere una pesca bianca al supermercato oggi mi fa quasi senso, tutta tonda e liscia.

Mio padre mi racconta spesso di quando loro da giovani facevano il bagno sui fossati, andavano per i campi a “rubare” (mangiare) la frutta sugli alberi… io mi chiedo, chi nasce adesso di cosa si nutre? #E non parlo di cosa mangia, ma di cosa nutre il suo animo Chi mangia più la frutta vera? Se vedi un albero pieno di frutti lungo la strada pensi che è pieno di polveri sottili, se lo vedi in un campo pensi che sia pieno di pesticidi… quindi chi mangia più la frutta dagli alberi?

Ora sta avanzando la moda dell’orto in terrazza, io spero che poi quegli ortaggi non vengano mangiati, soprattutto per chi vive nelle grandi città. Uno che vive per tanto tempo in città o viceversa per tanto tempo in campagna si accorge subito di quanto l’aria sia differente.

Qualcuno dei miei lettori si ricorderà la crisi petrolifera del 1973 #Io no, ovvio
Il mondo aveva rallentato la sua frenetica corsa. Provate ad immaginare il mondo odierno senza petrolio, voi direte, si blocca tutto, e invece no, tutto ritorna a dimensione umana: per assurdo, senza automobili ad esempio, ci sarebbe molto più tempo a disposizione di se stessi. Certo sorgerebbe subito un problema che però verrebbe risolto in breve tempo: in un mondo globalizzato come il nostro, dove le merci viaggiano da un continente all’altro, i grandi centri commerciali perderebbero di significato e bisognerebbe tornare alle botteghe specializzate #E lasciatemi dire che ne sarei più che contento
In ogni caso, fidatevi che sorpassati alcuni problemi iniziali, sarebbero tutti più contenti. #Unica pecca è la componente utopistica della cosa che si aggira intorno al 90%, l’unica è rinunciare singolarmente a competere nel mondo odierno accettandone però tutte le conseguenze. Ammetto che non mi farebbe proprio schifo farmi frate e andare a vivere in un eremo, anche perché così tutti ti vedono di buon occhio (a differenza dei preti) e soprattutto puoi portare quei comodi tuniconi marroni senza che qualcuno ti dica niente (lol)

Bon, per ora è tutto #E voi direte… meno male altrimenti questo mi skizzava via e non lo sentivo più…

14 giugno 2010

Nuove Tecnologie

Oh, oggi ne ho vista una bella… Microsoft Kinect per Xbox

Ora vediamo nel dettaglio #Non tecnico, per quello seguite il collegamento o cercate nel web la bellezza di questa cosa
Questa cosa vi permette di poter vivere una vita sana anche senza uscire di casa, permette ai vostri bambini di non aver bisogno di un compagno di giochi ed elimina il contatto fisico (così pericoloso soprattutto per i più piccoli)
Adesso, per piacere andate a guardarvi qualche video su Youtube o Vimeo dove vedete “na mànega de pòri gràmi” #Tradotto alla buona: “parecchi idioti” che saltano, corrono e “combattono” davanti ad un televisore…
Voglio dire, ok, bellissima tecnologia, vediamo di non usarla per alienare la gente eh
…correre facendo correre il personaggino sullo schermo mi ha fatto proprio male, io sono il primo che è pantofolaio ed ama stare in casa, ma se proprio vuoi correre, almeno fallo prendendo un po’ d’aria #Se non abiti all'”aria aperta”, vai in un parco (dato che ogni città ce ne ha almeno uno)

Come dicevo un post #Che cosa curiosa, non sono riuscito a trovare un sinonimo che stesse fra articolo e messaggio addietro, io sono un po’ per l’OldSkool, i videogiochi vanno giocati con lo stick o il pad #Se le cose sono più articolate il gioco quasi sicuramente non mi piace

A dire il vero, c’è un motivo per cui lo dico, per me è giusto che una realtà virtuale resti tale, meno integrazione con la vita reale c’è, meglio è
Perché?
Penso sia una questione proprio psicologica, se oltre ad immedesimarsi mentalmente (un videogioco è questo che fa, a diversi livelli) arriva anche una immedesimazione fisica che per me può far solo male, ovvero distaccare dalla realtà

Con la speranza di non vedere frotte di bambini che “smongolano” nei prossimi mesi, concludo

3 giugno 2010

Old Skool (o quasi)

Quando chiunque poteva mettersi davanti ad un cabinato inserire un gettone e cominciare una partita…

Indubbiamente gli anni ’90 la fanno da padrone quando si parla di videogiochi arcade di combattimento 2D #Se qualcuno non lo sapesse, i miei preferiti e generalmente gli unici a cui mi piace giocare (ormai da tempo)
Come molti altri miei compari videoludici sono un po’ rimasto fermo all’OldSkool ovvero allo stile della vecchie glorie

Tutto questo perché?
Ebbene ecco spiegato, è uscito (da poco in Italia nonostante fosse fuori da un anno in giappone) un videogioco di combattimento 2D che per me supera i limiti del genere
Il gioco è l’esatto opposto dell’user-friendly #Ai giapponesi piacciono molto le cose complicate/impossibili e ha una strana implementazione di grafica 2.5D
Molti, quasi tutti i miei amici hanno lodato gli straordinari effetti CG, la precisione dei background 3D e il sistema di gioco basilare ma alieno, io, giuro, ci ho provato a farmelo piacere #Come peraltro avevo fatto con StreetFighterIV (abbandonato dopo poche settimane) ma non c’è stato verso

A questo punto vorrei ricordare (con chi può farlo) i bei tempi quando davanti ad un picchiaduro 2D sapevi di avere 2-3 pugni e 2-3 calci a disposizione e il DragonPunch (DP) ovvero 623+P era l’anti-air (alle volte sostituito da una mossa a caricamento 2~8+P).
Il mio “main”, GuiltyGear rientra nei limiti del genere proprio perché c’è una semplicità di fondo per cui ogni personaggio ha un pugno, un calcio due “attacchi con l’arma” e un “attacco knock-out”
I videogiochi arcade, da sempre, sono belli perché ci si può giocare (e divertirsi) sia da nulli #Termine prettamente tecnico che sta ad indicare un individuo senza alcuna cognizione sulle mosse/gameplay di un gioco/personaggio sia da giocatori avanzati/pro
Un videogioco arcade che impedisce ai nulli di giocare per me esce dai limiti del genere e purtroppo non mi gusta

E poi… volete mettere i pixel? I pixel lasciano spazio all’immaginazione
E poi… i fondali 2.5D? Nelle varie serie dai primi 90 in poi c’è stata una carrellata di fondali disegnati a mano così belli…, quelli 2.5D sono precisi certo, ma senz’anima
E poi, cos’era kofXII? Lasciamo perdere vah

#Sto diventando vecchio…
Non sono più attirato dalla grafica HD e dagli effetti CG, e siccome ormai, sia la CAPCOM, che la SNK e pure la Aksys vanno da quella parte penso di poter dire che il mio mondo videoludico è finito (in bellezza) con GuiltyGear

21 maggio 2010

E siamo in più di mille

Ladies and Gentleman… èh già, sono arrivato a 1000 visite #certo è pochissimissimo, ma considerato che ho dato visibilità 0+ al mio blog la cosa mi gusta
Sono stato molto contento che qualche visitatore abbia apprezzato le mie riflessioni più o meno profonde (lol)

Finita la sessione di esami estiva vedrò di aggiungere carne al fuoco #E non solo fuoco (aspetto grafico)

Con questo breve messaggio ringrazio tutti per il supporto (morale) e vi chiedo di essere pazienti che prima o poi qualcos’altro arriverà…

12 maggio 2010

Orgoglioso Archlinux user

#Mi scuso innanzitutto per l’eccessiva assenza, ho avuto problemi di linea e altro… insomma problemi, ma ora è tutto ok.

Qualche tempo fa avevo drasticamente annunciato il mio abbandono di Ubuntu-linux a partire dalla versione 10.04, e che non mi ero ancora convinto sull’alternativa. Ottusamente avevo limitato la mia scelta a Mint e Debian, ma a spuntarla è stata un’altra distro linux, Arch.

Arch a differenza di quasi tutte le altre grosse distribuzioni linux volutamente non “preinstalla” nulla che non sia strettissimamente necessario. In pratica, ad installazione completata, uno ha una piattaforma linux base a riga di comando con la gestione della rete.
E qui viene il bello, è l’utente che si installa manualmente tutto quello che gli serve (e solo quello).
Fin da subito devo dire che mi sono innamorato di questo sistema per tre fondamentali ragioni:
– offre la stessa stabilità (forse qualcosina di più se ci si sa fare) di Ubuntu #In ogni caso però non quella di Debian ma con pacchetti aggiornati all’ultima stabile (in continuo aggiornamento)
– Ha un doppio sistema di gestione dei pacchetti che è stato il mio motivo di ammirazione fin da subito, da una parte pacchetti (ben compressi) in stile Debian che, per quanto relativamente pochi, vengono costantemente bilanciati per non essere in conflitto fra loro (offrendo quindi un sistema molto stabile), dall’altra invece c’è il sistema AUR, ovvero applicazioni aggiuntive o ultimissime relase che tramite poche istruzioni vengono “automaticamente” compilate da sorgente risolvendo ogni dipendenza
– Non è ottimizzato x86, bensì direttamene i686 offrendo qualche spinta in più alla “performanza” della macchina. #Dati alla mano il consumo di CPU è circa 75-80% rispetto a quello del mio precedente sistema con Ubuntu-linux e meno del 40% rispetto alla mio antico sistema con WindowsXP dove l’antivirus la faceva da padrone

C’è da dire che il sistema AUR (quello che compila da sorgente) ha un secondo vantaggio (oltre all’aggiornamento in tempo reale), ovvero che compilando sulla macchina finale il programma viene incredibilmente ottimizzato per quella (e quella soltanto però) risultando per questo ancora più performante.

Per concludere, per uno che ha un poca di esperienza nel campo unix/linux consiglio caldamente di provare Arch. La soddisfazione di plasmarsi il proprio OS come si vuole è impagabile. #Magari prima fate qualche prova con Virtualbox, così vi impratichite

8 aprile 2010

Riflessioni Pasquali

L’esperienza è stata più positiva di quello che pensavo
Pur avendo sempre dormito a casa (più o meno tardi), ho girato molto e in tranquillità #cosa che con i genitori che ti aspettano a casa è dura ottenere
In particolare sono rimasto molto contento della cena della classe ’89 di Arcade che è ben riuscita #direi più degli scorsi anni per quanto mi riguarda sarebbe bello che fosse così anche per l’altra cena annuale di classe delle superiori… mi sono permesso di fare una analisi mentale della buona riuscita della prima:
– Persone semplici (non sofisticate) #Per questo non ci si può far niente
– Buon anticipo nella decisione della data (non troppo però)
– Buona data…
– Programma semplice/fattibile ma non eccessivamente banale
– Giusta durata nel tempo (3-5h)

Al termine di queste festività devo anche un GRAZIE enorme a mia nonna…
Mia sorella era rimasta su a Udine e io ero solo a casa, così mia nonna mi ha invitato ogni mezzogiorno a mangiare “antiche leccornie” #non che non sappia cucinare, ma lei era “sola” e cucina da Dio, io ero solo, quindi -INEVITABILE- ho mangiato da Dio in compagnia

#Direi che come post è abbastanza sconclusionato per guadagnarsi un posto nella Top5 dei miei post più inutili/inconcludenti

26 marzo 2010

Perché è BELLO andare contro-corrente!

Titolo insulso per un post rivelatore…
Non è più importante il risultato, certo, conta, ma non come il “come ci si è arrivati”.

Dopo la pillola dal gusto un po’ generale, porto un caso specifico. Quanti di voi staranno leggendo questo post da MozillaFirefox? Beh, indubbiamente molti. Firefox però #Come poco dopo Ubuntu 10.04 (vedi due post prima) è diventato troppo un browser di massa, ovvero una cosa che deve piacere a molti, e ormai pochi pensano più all’impatto sulla macchina. In questo momento sto navigando con Epiphany, un browser basato su webkit che mi pesa sul sistema meno di un quarto di Firefox (dati alla mano). Non è però l’unico motivo che mi ha spinto al cambiamento, Epiphany è un browser semplice, senza tanti sfronzoli, quindi è più gradevole la navigazione. Non da meno è il fratellino (sempre su webkit) Midori, che rivaleggia con goolge Chrome in velocità (nel senso che è migliore).

Certo però che mi faccio schifo da solo… quando tutti hanno windows, io passo a Ubuntu-linux, quando Firefox sta diventando il browser più diffuso, io passo a Epiphany/Midori, quando molti si muovono verso Ubuntu-linux io cambio distribuzione (sono ancora dibattuto fra Debian e Mint).
#Magari non sembra, ma il “lavoro” del bastiàn-contrario è duro

Già che ci sono vi annuncio definitivamente che ritengo attualmente Banshee il miglior lettore audio con gestione della libreria multimediale; è disponibile per Linux e Mac. #È di gran lunga sopra agli altri

25 marzo 2010

Ma sti occhialini 3D? e l’iPad?

Oggi ho sentito la goccia che ha fatto traboccare il vaso, i libri con figure animate in 3D da vedere con gli occhialini.
Cioé, voglio dire, sono una bella roba fino a quando non diventi “straocchio” perché stai un ora con le lenti colorate. E ormai, film in 3D, videogiochi in 3D, libri in 3D, ma ci vogliono vedere tutto il giorno con una lente azzurra e una rossa?

Ne approfitto per criticare anche l’iPad e in generale i tabletPC che stanno per arrivare. Ora spiegatemi l’utilità di uno schermo da 10″ interattivo, ovvero un iPhone/iPod più grande…
Almeno per quanto mi riguarda è solo roba per farsi vedere, anche perché sono della dimensione giusta per ingombrare e non servire.

Ma la gente non si accorge che i loro desideri vengono abilmente plasmati da commercianti senza scrupoli che ne inventano una più del diavolo per addescarli?
#Sono in moltissimi ad aspettare l’uscita sul mercato di una cosa che riguardasse solo me sarebbe il più grande flop commerciale del settore tecnologico… (occhialini e tabletPC se non si fosse capito)

24 marzo 2010

Ubuntu verso il 10.04

Con l’avvicinarsi della data di rilascio della nuova versione di Ubuntu 10.04 “Lucid Linx”, oltrettutto LTS (LongTermSupport) si vede una forte “commercializzazione” nei progetti che purtroppo non mi piace molto. Certo i segnali c’erano stati anche con la versione 9.10 “Karmic Koala”, ma erano in qualche modo accettabili.

Eclatante è stata una discussione, cominciata dopo l’uscita delle prime alfa della 10.04 sulla disposizione dei pulsanti di chiusura delle finestre a sinistra invece che a destra, finita con una dispotica azione dai “piani alti”.
Il patron di Ubuntu vuole far si che il suo sistema sia un obbiettivo non più solo degli utenti windows che sono stanchi di virus&Company #Che tanto si stancano lo stesso, ma anche degli utilizzatori di Mac che non vogliono spendere (tanto) per una nuova versione del loro MacBook&Company e “ripiegano” su roba gratis.

Ora, il mio parere è che sia bene mantenere una forte identità a linux.
A livello server, dove cioè non sono utenti “casalinghi” a valutare il prodotto, la questione non si pone. A livello Desktop invece non ritengo giusto togliere “unicità” (anche solo grafica) al prodotto per farne un “clone”, rendendolo così più accessibile a chi è già abituato all’originale, ed ora spiego perché.
Chi passa da un sistema (OS) ad un altro, se trova la stessa interfaccia grafica (UI) dopo si aspetta anche uno stesso meccanismo di base che invece non trova. Così lamenta malfunzionamenti, sofisticazioni, etc su un sistema che è semplicemente diverso.
Quindi #Ritornando al risultato del “mio parere” la schelta di Stuttelworth (il patron di Ubuntu) è commercialmente sbagliata.

Io in ogni caso la mia scelta l’ho fatta. Abbandono Ubuntu dalla 10.04.
Il problema ora sta nello scegliere la valida alternativa, e devo dire che ho valutato varie distribuzioni linux in base all’utilizzo che faccio del PC.
Fedora 13: Sarà perché sono sempre stato legato alle distribuzioni Debian-based, sarà perché dopo qualche giorno di prova la v12 non mi aveva soddisfatto… l’ho scartata.
Debian 5.0: Forse era la scelta migliore, ma io sono fatto male e voglio la roba aggiornata senza sentirmi in colpa (le stabili su Debian sono considerate instabili per molto tempo).
Mint 9: Ultimamente la community di Mint (la distribuzione derivata da Ubuntu) ha lavorato bene ed è sempre apertissima alla “sperimentazione”. Oltrettutto ho visto che con qualche modifica alle robe preparate per gli utonti il sistema diventa una bomba.
Diciamo quindi che la bilancia che pesa Debian e Mint ora pende dalla parte di Mint, ma prima di Maggio molte cose possono cambiare.