Sarebbe Bello

Questo post lo scrivo per sfogarmi, non badate molto coerenza logica, ci tengo solo a sfogarmi.

Sempre più si parla di inquinamento, ecosostenibilità, BIO, …, ma mi rendo conto che, come tutte le cose, sono stati così tanto discussi che ora se ne parla con leggerezza -troppa- e se ne fa una bandiera per pubblicizzare.
Bisogna ricordare che molte di quelle parole, che ora sono all’ordine del giorno, sono la causa della morte di molte persone (e non distanti dalla nostra vita quotidiana) e del progressivo avvelenamento della vita nella terra come la conosciamo oggi.
In televisione non fanno che parlare di politica: ridurre le emissioni, politiche agricole e industriali, e via dicendo. Per me più di tanti omicidi qua e là, di tanti battibecchi tra bambinoni con una certa retorica, bisognerebbe informare a fondo le persone sulle cose che non vedono (e che non possono vedere), ovvero sul mondo inquinato in cui viviamo.

Stavo preparando da mangiare giusto prima e mi ha fatto ribrezzo pensare che (ad esempio) l’uomo medio dei miei tempi preferisce una pesca bella grossa e liscia ma “trattata chimicamente”, piuttosto che una sana pesca mezza annerita e con un vermetto. #Certo, è più invitante la prima, ma solo perché non possiamo vedere quello che ci farebbe più orrore
Imaginate che i prodotti chimici che sono stati usati sulla suddetta pesca, e che sono stati da essa assorbiti, si presentino come minuscoli puntini neri sulla polpa, a quel punto non vi farebbe più piacere poter mangiare una pesca tutta ammaccata?

Ora mentre scrivo sono commosso, perché questo discorso ha portato la mia mente indietro di ~15 anni, quando mio nonno Ivo #Ormai morto parecchi anni fa, vittima come molti altri del suo tempo del fumo di sigaretta, nel suo caso passivo dato che non aveva mai fumato una sigaretta in tutta la sua vita perché costavano e lui era tirchio (dalle mie parti si usa dire “spàragnìn” che è tutt’altro che offensivo) mi portava in giro per la campagna, tra le vigne e i campi, spiegandomi di questo e di quello, e io che per natura sono sempre stato un osservatore instancabile del mondo che mi circonda, rimanevo affascinato a sentirlo.
Tra le tante cose che c’erano là nella campagna, alcuni peschi da pesche bianche, dolcissime, che siccome non erano trattate, con niente che non fosse l’acqua per abbeverarle nei giorni più secchi, erano tutte scure e quasi sicuramente con uno o due vermi dentro.
Voi non potete immaginare con quanta commozione ricordo quei peschi, e il vecchio vigneto accanto, ora sostituiti da inconsistente “erba medica”, vedere una pesca bianca al supermercato oggi mi fa quasi senso, tutta tonda e liscia.

Mio padre mi racconta spesso di quando loro da giovani facevano il bagno sui fossati, andavano per i campi a “rubare” (mangiare) la frutta sugli alberi… io mi chiedo, chi nasce adesso di cosa si nutre? #E non parlo di cosa mangia, ma di cosa nutre il suo animo Chi mangia più la frutta vera? Se vedi un albero pieno di frutti lungo la strada pensi che è pieno di polveri sottili, se lo vedi in un campo pensi che sia pieno di pesticidi… quindi chi mangia più la frutta dagli alberi?

Ora sta avanzando la moda dell’orto in terrazza, io spero che poi quegli ortaggi non vengano mangiati, soprattutto per chi vive nelle grandi città. Uno che vive per tanto tempo in città o viceversa per tanto tempo in campagna si accorge subito di quanto l’aria sia differente.

Qualcuno dei miei lettori si ricorderà la crisi petrolifera del 1973 #Io no, ovvio
Il mondo aveva rallentato la sua frenetica corsa. Provate ad immaginare il mondo odierno senza petrolio, voi direte, si blocca tutto, e invece no, tutto ritorna a dimensione umana: per assurdo, senza automobili ad esempio, ci sarebbe molto più tempo a disposizione di se stessi. Certo sorgerebbe subito un problema che però verrebbe risolto in breve tempo: in un mondo globalizzato come il nostro, dove le merci viaggiano da un continente all’altro, i grandi centri commerciali perderebbero di significato e bisognerebbe tornare alle botteghe specializzate #E lasciatemi dire che ne sarei più che contento
In ogni caso, fidatevi che sorpassati alcuni problemi iniziali, sarebbero tutti più contenti. #Unica pecca è la componente utopistica della cosa che si aggira intorno al 90%, l’unica è rinunciare singolarmente a competere nel mondo odierno accettandone però tutte le conseguenze. Ammetto che non mi farebbe proprio schifo farmi frate e andare a vivere in un eremo, anche perché così tutti ti vedono di buon occhio (a differenza dei preti) e soprattutto puoi portare quei comodi tuniconi marroni senza che qualcuno ti dica niente (lol)

Bon, per ora è tutto #E voi direte… meno male altrimenti questo mi skizzava via e non lo sentivo più…

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