La passione per il Giappone

Prima o poi dovevo pure scriverne…
#Visto che senza volerlo la mia passione per il Giappone trasuda senza che me ne accorga, vediamo di scriverne per bene

Non mi ricordo di preciso quando è cominciata, ma sicuramente da almeno 4 anni ne sono appassionato.
Il fattore scatenante è stato sicuramente un “manga” giapponese #purtroppo non mi ricordo quale che a quanto pare era così entusiasmante da non poter aspettare il successivo albo in italiano e da provare a capirne i capitoli in lingua originale (giapponese appunto)

Che io fossi strano già lo sapevate, ma anche per una persona strana può essere difficile decidere di imparare il giapponese per leggersi i fumetti… e in effetti devo dire che quello è stato solo il fattore scatenante, per le altre cose che mi ci hanno avvicinato bisogna fare qualche passo indietro nel tempo.

Lo zio di mia mamma è padre missionario in Giappone da così tanto tempo che possiamo dire da sempre #penso siano 40+ anni che è là
Quando ancora non ero nato i miei genitori, per il viaggio di nozze, decisero di “andare a trovarlo” e così visitarono la zona ad ovest di Tōkyo (in particolare Fujioshida)
Non serve dire che, nonostante la vita in Giappone non sia serena come da noi, essendoci stati poco tempo si sono portati un bellissimo ricordo di quella terra lontana (oltre a molti “souvenir”)
Proprio questi ultimi forse mi hanno avvicinato al Giappone più di tutto il resto: negli anni, ogni tanto, tirando qualche cassetto o aprendo qualche armadio, venivano fuori sottobicchieri con le 36 vedute del Fuji di Hiroshige, carta speciale “fiorita”, qualche Yutaka (“kimono da casa”), nastrini, campane, fiammiferi, campanelli e chi più ne ha più ne metta

Dovete sapere che generalmente gli “oggetti di uso comune” giapponesi sono così curati da essere perfetti #vi lascio immaginare come sono quelli “eccezionali”, ognuno di quegli oggetti è specchio di una cultura splendida e cinica dove ciò che non è “perfezione” è “spazzatura”

Fatto sta che tutto questo mi portò a desiderare di impararne la lingua e le tradizioni

Quelli che mi conoscono bene ora si saranno messi a ridere o sogghignare, perché, neanche a dirlo, dopo un estate passata ad imparare Hiragana, Katakana, 20-30 kanji base, qualche parola e qualche struttura fondamentale non ho più continuato (se non saltuariamente) a studiarlo #in compenso ho attaccato la passione a mia sorella che è patita delle lingue

Qualche soddisfazione però me la sono decisamente presa…
Vi ricordate quel つづく alla fine dei vecchi cartoni giapponesi (Sanpei, Heidi, Gundam, …) si legge TSUZUKU e significa “Continua…”!

Alla prossima
つづく

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